Fonte: rai24 new
Non si placa il dibattito sulla giustizia. Questa volta a scatenare le critiche, dell’opposizione, sono le parole del capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, che, in una intervista a Radio Radicale, ha definito “cloaca” il “csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato”, “uno scandalo che offende gli italiani”.
Gasparri ritiene perciò prioritaria “una equilibrata riforma della giustizia”. “L’obbligatorietà dell’azione penale – ha aggiunto – è un feticcio teorico perché poi sono i magistrati a decidere quali processi fare e quali non fare”.
Gasparri, che difende anche “la separazione delle carriere” ha parlato della necessità di “restituire maggiore trasparenza alla giustizia”, visto che “la depoliticizzazione della magistratura è un’emergenza democratica”.
“La magistratura seria e laboriosa, composta dalla maggioranza dei magistrati – afferma ancora il capogruppo del Pdl a palazzo Madama – è la prima vittima di quattro guitti che usano le toghe per un’azione di militanza politica, che occupano militarmente il Csm e che non giovano ad un’immagine della magistratura fortemente incrinata, una reputazione che la magistratura non merita. La riforma – ha concluso Gasparri – deve esaltare la funzione della giustizia e noi la faremo sicuramente”.
I giudici non si faranno “trascinare sul terreno dell’invettiva volgare e qualunquista” , ma di fronte ai “tentativi ormai chiari” di “delegittimare l’intera magistratura”, difenderanno “strenuamente” la loro “indipendenza”. Questa la risposta del presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, alle dure parole di Gasparri.
Insorge l’opposizione
Immediate le critiche e le repliche dell’opposizione. “Un’espressione volgare, inqualificabile, irrispettosa, dalla quale chiediamo alla maggioranza di prendere immediatamente le distanze”, ha commentato Federico Palomba, deputato dell’Italia dei valori e vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera.
“Al di là della volgare espressione che si commenta da sé – ha scritto Palomba – è evidente che Gasparri non capisce niente di CSM, dato l’assemblamento sconclusionato di cose che mette insieme la verità è che il suo capo, Silvio Berlusconi, gli ha ordinato di partire a testa bassa e lui l’ha fatto, senza guardare verso dove”.
Mancino: il Csm può essere riequilibrato, ma serve dialogo
“Riforme come quella del Csm non si fanno ‘contro’ qualcuno, ma con la ricerca paziente, instancabile, accorta di un dialogo coi partiti e la magistratura”. Lo ha scritto in una nota il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino. “Da anni dico che è necessario riequilibrare la composizione, consentendo al capo dello Stato di
provvedere alla nomina di uomini del diritto e di magistrati di assoluto prestigio e al Parlamento in seduta comune e alla magistratura di eleggere i loro rappresentanti. Naturalmente – ha aggiunto Mancino – ci vuole una modifica costituzionale”.


