La sanita pubblica non funziona..chissa perchè???

Assistiamo ad un’ennesimo scandalo nella sanità italiana. La lunga lista parte da Poggiolini, con i divani pieni di banconote, per passara a lady asl nel Lazio, per gli orrori della clinica Santa Rita, ed ora l’arresto del Presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco.

La salute degli Italiani non interessa, serve solamente per fare soldi, a spartirsi la torta, senza preoccuparsi del buco nella sanità.

Ma un Paese “civile” quanto potrà permettersi tutto questo?

Fonte: rai24 news

Associazione per delinquere, corruzione e concussione per gestione privata nella sanita’. Queste le accuse che hanno portato la Guardia di Finanza di Pescara ad arrestare il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, nell’ambito di una vasta operazione che ha interessato anche le regioni Marche e Lazio.

Oltre al presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, condotto in carcere, sono stati arrestati l’assessore alla Sanita’, Bernardo Mazzotta, il segretario generale della presidenza, Lamberto Quarta, l’assessore Antonio Boschetti, l’ex assessore alla Sanità del centrodestra Vito Domenici e l’ex presidente della finanziaria regionale Masciarelli.

Secondo quanto si è appreso l’inchiesta sarebbe la seconda parte di quella avviata due anni fa sulla cartolarizzazione dei debiti della sanità abruzzese per la quale finì in carcere Masciarelli, ex presidente della Finanziaria regionale ritenuto l’artefice di un sistema per un pagamento di tangenti.

Le reazioni politiche
“Sì, ho sentito e mi sembra una cosa molto strana che ci sia una decapitazione completa, quasi una retata nei confronti di un intero governo di una regione. Ho sentito anche il teorema accusatorio. Conoscendo l’attuale situazione della accusa in Italia sapete come la penso…”, commenta a caldo Silvio Berlusconi, al termine di un pranzo offerto da Nicolas Sarkozy ai capi di Stato e di Governo invitati per il vertice Euromed. Questa volta è toccato alla sinistra?, incalza il premier un cronista. ”Non ha – spiega – nessuna importanza per me, colpisca questo o quest’altro, ma molto spesso – osserva Berlusconi – i teoremi accusatori sono teoremi che alla fine non vengono confermati”. E Berlusconi ricorda l’esito del processo per reato ambientale commesso in Sardegna: “Secondo l’esito del tribunale di Tempio Pausania sono stato assolto perché il fatto non sussiste. La stessa cosa è successa per Telecinco in Spagna: anche in quel caso la Corte suprema ha assolto tutti i nostri dirigenti perché il fatto non sussiste”.

La generica accusa alla magistratura inquirente di procedere per teoremi non corrisponde” ad un metodo di critica “informata e fondata sulla conoscenza degli atti” e “finisce per gettare discredito all’istituzione giudiziaria nel suo complesso”, replica il segretario dell’Anm, Giuseppe Cascini.

La scure di Idv
“Da oggi l’Italia dei valori chiude definitivamente ogni raporto con l’attuale gruppo dirigente del Pd in Abruzzo”, dichiara l’on. Carlo Costantini, che preannuncia da parte del partito una mozione di sfiducia e il ritiro della rappresentanza in giunta regionale. Da poco l’Idv è entrata in giunta, con Augusto di Stanislao (al quale Del Turco aveva dato la delega alla Formazione). La mozione di sfiducia – ha spiegato Costantini – sara’ presentata “tra oggi e domani”, e per farlo e’ necessaria la sottoscrizione di un quinto dei consiglieri. Deve essere approvata, invece, dalla meta’ piu’ uno dei consiglieri. Poco importa, per il parlamentare, se arriveranno o meno le dimissioni di Del Turco. Sempre Costantini ha parlato di “una politica abruzzese marcia” e ha ringraziato la magistratura che ha “avuto il merito di far emergere un sistema di illegalità che aveva irrimediabilmente inquinato le istituzoni regionali. Il ringraziamento – ha aggiunto - è ancora più forte in un momento di forte attacco della politica alla magistratura”.

“E’ tornata tangentopoli”
Così Antonio Di Pietro ha commentato l’arresto di Ottaviano Del Turco a margine di un seminario al residence di Ripetta sulle riforme. “E’ difficile invece – ha aggiunto l’ex pm – che torni mani pulite dal momento che in Parlamento si fanno le leggi per non fare i processi e invece di occuparsi della giustizia si
occupa di fermare la giustizia”. Secondo il leader dell’Idv, “al di là della responsabilita’ penale di cui si occupera’ il giudice, in Abruzzo c’è la necessita’ di un ricambio generazionale della classe politica per che’ questo sistema politico non ha nulla da invidiare a quello della prima repubblica. L’unica
differenza- sottolinea Di Pietro – e che allora si vergognavano quando venivano scoperti, oggi la prima cosa che si fa, come ha fatto Berlusconi, e’ attaccare la magistratura che fa il suo dovere”.

I coinvolti e le cifre
Sono complessivamente dieci le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara sulla seconda parte delle indagini sulla cartolarizzazione di un miliardo di euro dei debiti della sanita’ regionale. Secondo l’accusa vi sarebbero stati movimenti di denaro per circa 14 milioni di euro, di cui 12,8 gia’ consegnati.

I principali reati contestati alle dieci persone arrestate e alle 25 indagate sono associazione per delinquere, concussione, corruzione, riciclaggio, truffa, falso e abuso d’ufficio. Gli arresti sono stati eseguiti durante la notte.

In carcere sono finiti: il presidente della Giunta regionale, ex presidente della Commissione Antimafia ed ex ministro delle Finanza, Ottaviano Del Turco (in mattinata era ancora nella casa di Collelongo con la Guardia di Finanza che stava effettuando le perquisizioni), il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale ed ex segretario regionale socialista, Lamberto Quarta, il neo assessore alle Attivita’ Produttive, Antonio Boschetti (Pd), il capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, e Gianluca Zelli.

Agli arresti domiciliari l’assessore alla Sanita’, Bernardo Mazzocca (Pd), il suo segretario particolare Angelo Bucciarelli, l’ex presidente della Finanziaria regionale, Giancarlo Masciarelli, gia’ arrestato due anni fa, l’ex assessore alla Sanita’ del centrodestra Vito Domenici, all’epoca Fi oggi consigliere regionale Pdl.

E’ stato inoltre eseguito un provvedimento di divieto di dimora a Pescara nei confronti del direttore generale dell’azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao.

Un imprenditore ha collaborato
Alla base dei dieci arresti (con i 25 indagati le persone coinvolte sono in tutto 35) ci sarebbe la collaborazione importante di uno degli indagati, l’imprenditore della sanita’, Vincenzo Angelini, amministratore della casa di cura Villa Pini d’Abruzzo di Chieti e proprietario della Sanatrix dell’Aquila, danneggiato dalla concussione: grazie all’aiuto fornito nelle indagini nei suoi confronti il Gip, Maria Michela Di Fine, non ha ritenuto di disporre la misura cautelare richiesta dal pool della Procura, coordinato dal procuratore capo Nicola Trifuoggi.

Da bustarelle a case
La Procura di Pescara ha potuto contare su “buone collaborazioni”, nell’inchiesta sulla cartolarizzazione, sia all’interno della Regione Abruzzo che nel mondo della sanità. Hanno collaborato, ha detto il procuratore della Repubblica, Nicola Trifuoggi, il manager della Asl di Pescara, e il vice presidente della Regione Abruzzo. Per quanto riguarda i 15 milioni di euro di tangenti pagati “per qualcuno si sa come sono stati investiti”. Trifuoggi ha parlato di “acquisti di case o di somme versate su conti correnti, con cifre che non
dovrebbero stare su un conto corrente”. “La Procura – ha detto - è intervenuta per evitare che i 15 milioni diventassero 20″.

Percentuali
Trifuoggi ha ricostruito in conferenza stampa le tangenti chieste dall’ex manager della Asl di Chieti, Luigi
Conga, sotto la minaccia di non versare le somme assicurate ad Angelini. Mensilmente, ha spiegato, sono stati pagati a Conga 100mila euro, sistematicamente, per un totale di 1.800.000 euro in 18 mesi. Proprio Conga avrebbe detto: “Siccome ogni mese ti do tanti soldi, ogni mese mi devi dare 100 mila euro,
altrimenti io non te li do”. La “botta finale” – come l’ha definita Trifuoggi – era legata alla cartolarizzazione.
Angelini ha ceduto un credito ad una banca straniera con l’impegno che la Regione avrebbe pagato la banca entro marzo 2005. In quella occasione intervenne Conga e chiese 5 milioni ad Angelini, minacciandolo di non certificare i crediti dell’imprenditore, mettendolo in difficoltà e nella impossibilità di restituire il dovuto. Gli ultimi 550mila euro, Angelini se li è risparmiati, perché è cambiata la giunta regionale e Conga è stato “defenestrato, come tutti gli altri manager, col sistema dello spoil system”. Commentando poi l’entità delle tangenti, Trifuoggi ha detto che le “cifre stupefacenti” riportate sul comunicato della Procura di stamani
“non sono errori di stampa”. Si parla di circa 6 milioni a Del Turco, Quarta, Cesarone e altri, oltre 6 milioni a Conga, e altri tre chiesti e non versati o versati in minima quantità ad altre persone, non destinatarie di misura cautelare.

“Un filone delle indagini sulla sanità concluso, il resto prosegue”.
Il procuratore ha specificato che sono “molti i filoni ancora aperti, come quello della Deuteske Bank, e contiamo di definirlo al piu’ presto chiarendo le posizioni degli assessori”.

Trappola
Dopo aver saputo delle indagini della Procura di Pescara, il presidente della giunta regionale
abruzzese, Ottaviano Del Turco, chiese un incontro al procuratore della Repubblica de L’Aquila passando attraverso un comune amico. Di quella richiesta il procuratore dell’Aquila informò subito il procuratore della Repubblica di Pescara, Trifuoggi, chiedendogli se andare o meno. Trifuoggi diede subito l’ok, e l’incontro ci fu, a casa di quel comune amico, un pomeriggio, fino alle 19. Alle 19.05 il procuratore della
Repubblica dell’Aquila informo’ il collega pescarese, il giorno dopo gli inviò una relazione e ora quel documento è allegato agli atti. A ricostruire l’episodio è lo stesso procuratore della Repubblica di Pescara Trifuoggi, ricostruendo le vicende che hanno portato all’arresto di Del Turco.

Sospesi
La legge prevede che in caso di arresto del presidente di una Regione il ministero degli Affari regionali, di concerto con il ministero dell’Interno, presenti al Consiglio dei ministri un Dpcm di sospensione. La sospensione, in base alla legge, dura per tutto il tempo della misura cautelativa. Un eventuale commissariamento deve essere deciso dal Consiglio dei ministri sempre su proposta dei due ministeri.

3 Risposte a “La sanita pubblica non funziona..chissa perchè???”

  1. mauchi Dice:

    Ma cosa c’è nel DNA dei socialisti?

  2. rosaria maria Dice:

    Tangenti …? un metodo ignobile e notoriamente diffuso da sempre nella nostra società italiana ,tutti pagano alla politica direttamente o indirettamente,e chi non paga in questo stato mafioso viene isolato o fatto fuori. Forse bisognerebbe chiedersi come mai la classe medio-bassa ,e quindi semplici cittadini operai ,impiegati,commercianti ecc..insomma LAVORATORI!!!stiano subendo passivamente questa schiavitù di stato…e perchè siamo completamente indifesi da questi signori mafiosi dello stato che, oltre a prendere stipendi da favola e tangenti,e dopo una vita passata a rubare e truffare il popolo,hanno pure la pretesa che, colti con le mani nella marmellata.si creda alla loro innocenza ….la sanità pubblica non funziona?????beh chiediamoci anche perchè c’è molta gente che non riesce nemmeno ad iniziare un mese ……perchè vive nell’indigenza più assoluta!!!!!!!

  3. Cistiano faroni Dice:

    Il dott Terzili esiste davvero ed e’ un noto reumatologo romano proprietario di cliniche anche ai castelli Romani ex agente segreto durante la seconda guerra mondiale divento’ medico grazie ai suoi servizi orali al noto costituzionalista Prof Pende. A lui si ispiro’ alberto Sordi ma soprattutto il suo sceneggatore gay geloso di un maschio che gli aveva soffiato. Sposo’ una portantina complice delle sue ammucchiate
    e grazie alla potente madre e a un matrimonio di comodo con una ricca ebrea comincio’ la sua scalata alla sanita’ regionale complice il buon giulio andreotti e il buon giulio santarelli.
    Il famoso scandalo di lady asl fu una copertura di una certa magistratura a lui devota vedi presidente di un noto tribunale italiano a lui amico che recentemente ha rifiutato a due pm eroici l’arresto del lestofante denunciato a scampia per pedofilia negli anni 90 si e’ salvato anche per una sua ormai rinnegata amicizia con il capo di un noto servizio segreto che il cognome ricorda le galline.Anna Iannuzzi e’ una creatura rispetto a tale delinquente e storace un educanda.Se prendono lui forse riusciremo a recuperare un po di dignita’ come cittadini e quel magistrato il cui cognome e’ lo styesso del panzone della 7 che ricorda una nota citta’ del nord italia farebbe bene a prendere le distanze e a consentire ad una magistratura democratica e onesta di fare il suo dovere nell’interesse dello sato di diritto.


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