Piazza Navona: Io c’ero

Fabrizio Aiello

Era una bella giornata estiva ieri a Piazza Navona, un leggero venticello rinfrescava, tante persone ascoltavano attente agli interventi dei vari promotori dell’iniziative. Una sana giornata di impegno civile, una voglia di dimostrare la nostra disapprovazione per delle leggi vergogna, di essere contrari a quello che sta succedendo nel paese, nel nostro parlamento, sempre piu attento ai loro bisogni più che ai nostri. Si vorrebbe parlare dei problemi che attanagliano la vita dei cittadini ed invece dobbiamo, come sempre, discutere delle leggi ad personam di Silvio Berlusconi.

 

Il cittadino stanco

 

Oggi i giornali parlano di insulti, di spazzatura politica, i media si sono scatenati per infangare dei cittadini che volevano, democraticamente dimostrare la loro disapprovazione, il loro disgusto per ciò che vediamo.

Come sempre si è dato valore alla forma piuttosto che alla sostanza, ed il gioco è fatto, Grillo insulta il capo dello stato, ma quando? Travaglio come sempre è uscito fuori dal coro? Certo un giornalista indipendente cosa deve fare se non denunciare le malefatte del governo; e quando dice che lo stesso è riuscito nell’impresa di tirare fuori 4 leggi incostituzionali in un mese, roba da record nelle democrazie occidentali; che l’opposizione è riuscita nell’impresa di resuscitare più volte  il Cavaliere… cosa c’è di male?

Grillo che ci dice che il Capo dello Stato ha firmato anche la legge sull’aggravante razziale, che invece di difendere la nostra Costituzione, avalla queste leggi?

Sabina Guzzanti che ci dice ciò che sanno tutti? Che la Carfagna è li non per meriti politici ma per altri meriti?

E cosa c’è di nuovo? Che il nostro paese oramai è alla fine? Siamo in mano  a persone che devono risolvere i loro problemi e mettono in ostaggio il paese?

Che i comici devono dire ciò che i giornalisti non possono più dire, oramai sono anni che è cosi. Grillo denuncia da anni queste cose, mancanza di leggi sociali, energetiche, ambientali, giustizia, ma no oggi i vari leaders del governo si sono scagliati verso questi personaggi, dicendo: il governo lavora bene! lasciateci lavorare, eversivi, spazzatura.

Ma chissà perchè quando sono loro che insultano non succede niente, loro possono gli avversari no.

Ma in democrazia non significa che la maggioranza fa quello che vuole, l’opposizione e li per controllare per fare opposizione appunto, con tutti i mezzi leciti.

In Piazza non c’erano eversivi, ma cittadini preoccupati della situazione, gente normale, che con coscienza civica era li a manifestare il proprio sdegno verso questo modo di fare politica.

E se Grillo invita queste persone a farsi un bel passaporto ed andare via da questo paese  dov’è il male?

Se Guzzanti pone l’accento sul perchè la Carfagna è Ministro dov’è il male?

Se la sono presa anche con Camilleri per 4 poesie, una persona avanti con gli anni che deve salire sul palco per dimostrare la sua voglia di esserci.

Come sempre hanno stravolto il senso della manifestazione, è iniziato il gioco delle parole, con tutti i loro mezzi (media e portavoce) a loro disposizione per spostare l’attenzione sui contenuti principali di questa manifestazione, ricordando “CHE LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI”, che la politica è fatta anche di morale di etica personale.

Meno male che in questo paese c’è sempre un piccolo gruppo di persone, che hanno a cuore le libertà civiche, democratiche, che hanno sempre il senso critico sveglo e non addormentato; saremmo in pochi, ma almeno ci siamo!!

Una Risposta a “Piazza Navona: Io c’ero”

  1. paolo Dice:

    Berlusconi ed il suo circo Barnum rappresentano il peggio che la società italiana possa esprimere; attricette e vallette diventate ministro, nipoti di preti pedofili anche, residui dei peggiori governi del passato vedi Tremonti e Brunetta amici di CRAXI e profumatamente pagati come consulenti, che oggi vogliono rappresentare il volto nuovo della politica; ma quando mai???
    Sono riusciti a rimbecillire parte degli elettori grazie alla propaganda mediatica di Mediaset e della RAi connivente, ma non riusciranno in tale impresa nei confronti di chi è onesto e vuole la legalità.


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