Marco Travaglio vota Italia dei valori

Dal blog di Antonio Di Pietro:
In questi giorni ho ricevuto molte dichiarazioni di voto a favore dell’Italia dei Valori.
Riporto quella di Marco Travaglio.
“Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.
C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione. C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza. C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria. C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici. C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti. Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati. E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta. E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.
Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti.”

HANNO DISTRUTTO QUESTO PAESE

Chi di noi ieri ha avuto la fortuna o sfortuna di vedere la trasmissione annozero di Santoro, si sarò reso conto di come i nostri politici hanno praticamente rovinato il nostro paese. Stringeva il cuore vedere persone senza casa, con figli, costretti a vivere in una condizione penosa.

Sono 20 anni che nel nostro paese non si pensa all’edilizia pubblica e pensare che le famiglie dovrebbero essere al primo posto nei loro fantomatici programmi. Ma di che parlano questi, di cosa vanno a blaterare.

Soltanto a grazie a Santoro, riusciamo a vedere veramente come vivano i cittadini, ma ci meritiamo questi….la Santanchè? I Calderoli? Che pena per questo paese…Dovremmo chiedere aiuto all’Unione Europea, alla Onu, per cortesia mandateli via, ci stanno distruggendo, riducendo alla fame. Vi prego andatevene via fatelo per questo paese, non vi vogliamo più vedere, vogliamo persone serie che se non lavorano per noi devono essere mandate via.

Mi chiedo ma il nostro Presidente della Repubblica, invece di richiamarli per moderare i toni, dovrebbe obbligarli a pensare a questo paese oramai ridotto in uno stato pietoso.

Povertà, delinquenza, degrado, mancanza per i giovani di opportunità, mancanza di serenità per persone pensionate, giustizia ridotta ai minimi termini, burocrazia nemica del cittadini.

Cosa rimane da fare a noi cittadini?

Ecco come si organizzano l’italiani all’estero

Anche dall’altra  parte dell’oceano gli italiani si organizzano per le elezioni, l’iniziativa della  radio Ciudad di Mar del Plata, tenuta da Marcelo Carrara, 26 anni, giornalista, italo argentino, fa parlare i nostri candidati all’estero per farli conoscere.

L’iniziativa sta risuotendo un notevole successo, ha dimostrazione che anche lontano dalla loro Patria non si spegne il loro interesse. Cerchiamo almeno di di ricordarci di loro non solo per le elezioni.

Ha ideato una trasmissione radiofonica per informare gli italiani residenti all’estero, chiamati anch’essi alle urne (seppure con il meccanismo del voto per corrispondenza) per il rinnovo del nostro Parlamento. Lui è Marcelo Carrara, 26 anni, giornalista, italo – argentino della Comunità di Mar Del Plata, grossa realtà argentina da 700 mila abitanti. La famiglia di Marcelo è originaria di Bettola; lui è uno dei quattro milioni di italiani residenti all’estero che voteranno. Per aiutare i suoi connazionali a muoversi tra regole del voto e candidati, Carrara ha ideato un programma radiofonico che ha appena preso il via in Argentina e sta riscuotendo molto successo. La prima puntata è già andata in onda, sulla frequenza 99.1 Fm della radio Ciudad di Mar del Plata. Il programma (in onda tutti i sabati dalle 16 alle 18.30, ora Argentina) si intitola “Conoscendo il Candidato”, ed è condotto da Maria Teresa Perrella. Carrara è un giovane rappresentante nella Consulta degli emiliano romagnoli nel mondo, nonché tesoriere del Comites di Mar del Plata e responsabile delle Nuove Generazioni. Quindi non è nuovo ad un impegno civile e politico.
<Abbiamo confezionato un programma – ci spiega – che attiri l’ascoltatore italiano: nel nostro pomeriggio si può stare in compagnia di buona musica italiana di ieri e di oggi, ma anche dei diversi candidati nella circoscrizione elettorale dell’America Meridionale, che intervengono alla trasmissione parlando della loro vita, del loro lavoro e delle loro proposte». Nella prima puntata sono intervenuti in diretta i candidati oriundi di Mar del Plata Felisa Pomicio «Abbiamo confezionato un programma – ci spiega – che attiri l’ascoltatore italiano: nel nostro pomeriggio si può stare in compagnia di buona musica italiana di ieri e di oggi, ma anche dei diversi candidati nella circoscrizione elettorale dell’America Meridionale, che intervengono alla trasmissione parlando della loro vita, del loro lavoro e delle loro proposte». Nella prima puntata sono intervenuti in diretta i candidati oriundi di Mar del Plata Felisa Pomicio (Lista Aisa con Pallaro), Monica Rizzo (candidata al Senato per il PD) Adriano Toniut (Lista Maie con Merlo), Eugenio Sangregorio e Donato de Santis, candidati con l’alleanza Udc-Usei, Esteban Caselli (PdL), l’italo brasiliano Odilon de Barros Pinto (al Senato con Sinistra Arcobaleno), il presidente del Comites di La Plata e candidato per l’Aisa Guillermo Rucci, ed i brasiliani Edoardo Pollastri e Fabio Porta, candidati con il PD. Sempre del PD sono intervenute Maria Rosa Arona e Mariza Bafile. «Questa è un’iniziativa pensata per la comunità italiana di Mar del Plata, famosa per la sua affluenza alle urne nelle passate elezioni, che ha potuto così conoscere un pò più a fondo le diverse liste e i candidati, nonché comprendere meglio le modalità del voto grazie all’intervista realizzata al Console d’Italia a Mar del Plata, Fausto Panebianco». Per mettersi in contatto con la trasmissione si può scrivere al contacto@991fmciudad.com.ar, oppure ascoltata al sito www.991fmciudad.com.ar. A Mar Del Plata gli elettori italiani sono oltre 20 mila. Nelle precedenti Politiche si erano raggiunte quote di partecipazione da record, se comparate alle altre circoscrizioni degli italiani all’estero: del 60,2 per cento alla Camera e del 57,5 al Senato. «Un risultato – spiega Carrara – che conferma il lavoro delle associazioni, del Comites, del Consiglio generale italiani all’estero e del Consolato che informano e creano un interesse tra la comunità italiana che vuole essere parte attiva della vita politica italiana».
Fonte:Libertà on-line

UN PAESE DA FAVOLA

Oggi leggendo il giornale, nella cronaca di Roma si leggono queste notizie:

  • ZTL a roma pagano anche le minicar
  • Arriva al S’ Eugenio con codice rosso e muore poco dopo
  • Targhe alterne domani ultimo giorno di blocco
  • Borgata Finocchio arrestato scippatore
  • Aurelio:litiga col fratello e lo uccide
  • Scoperta officina del crimine in zona Tiburtino
  • Garbatella: Tunisino nascondeva l’eroina nei calzini
  • Prati: trovati 2 morti per overdose
  • Marocchino rapina un tassista

Quasi quasi avevo voglia di tornare a casa e mettermi a dormire e sognare queste notizie:

  • Completata la Metropolitana di ROMA, gli inglesi dichiarano “è piu efficente della nostra”
  • Gli ospedali romani sono tra i primi al mondo come servizi
  • Sono pronte le auto che non inquinano
  • La criminalità a Roma è ai minimi storici; la città ha ottenuto il riconoscimento internazionale per la sicurezza
  • Roma è la prima città europea con il più basso tasso di inquinamento
  • Roma è la città con il più alto tasso di risparmio energetico, grazie alle fonti energetiche alternative
  • Grazie alla prevenzione nelle scuole non si sono verificati decessi per droga
  • I turisti stranieri hanno votato Roma come la città più pulita
  • I cittadini romani sono tra i più soddisfatti della loro qualità di vita

Ecco vorrei svegliarmi con queste notizie almeno una volta nella vita

Fabrizio Aiello

CHE BELLO ESSERE ITALIANI ALL’ESTERO

Certo vederel’Italia dall’estero da una certa soddisfazione: riporto una lettera tratta dal blog di Beppe Grillo di un italiano all’estero che risponde all’onorevole Di Girolamo, aspirante parlamentare del Pdl.

Caro Di Girolamo,
stamane ho ricevuto il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perche’, immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu’ del vostro paese, pero’ stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia’ aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e’ neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell’800 e del ‘900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche’ continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.
Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell’uomo l’ha gia’ aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).
Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare ‘altri’.
Preciso che chi le scrive non e’ in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita’ britannici, guadagno piu’ di centomila euro all’anno, pago il 40% di tasse fino all’ultimo penny, e sono soggetto, in virtu’ del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.
Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e’ una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento.
Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e’ un’INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e’ padre singolo. Se fosse stato per l’Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e’ un nessuno e non s’e’ mai curato di leccare il culo agli altri.
Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali.
Usufruire dell’assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu’ di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?
Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita’ e’ gratuita.
Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche’ mai uno che puo’ permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta’ in Italia, perche’ non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese?
Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia’ risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e’ decennale.
Migliorare l’assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e’ una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d’incompetenza e arroganza agli sportelli e’ arci-noto. Sara’ mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e’ il peggiore consolato del mondo. Perche’ non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche’, dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche’.
Perdiamo per strada le giovani generazioni“. Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia’ perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest’anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l’Italia la vogliono giu’ per sempre!!!. Ce`l’avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!” Giovanni Dalla-Valle

CHE PREZZO HANNO LE OLIMPIADI?

Sentendo, in questi giorni le notizie che provengono dal Tibet mi vieme da chiedermi che prezzo hanno queste olimpiadi? E’ giusto la partecipazione in un paese che sistematicamente elimina il proprio dissidio interno al prezzo del sangue? Può la Comunità internazionale partecipare a questo prezzo?

Certamente quello che fa riflettere e che gli interessi economici prevalgono su tutto e tutti, senza distinzione di razza e religione, purchè si guadagna, ma fino a quando?

Fino a quando tollereremo una simile stato di cose? L’ONU che dice? L’Italia ha già deciso la partecipazione a queste Olimpiadi blindate per atleti e giornalisti, lo spettacolo deve continuare costi quello che costi. Ma qui ci sono di mezzo valori come libertà – giustizia – diritti civili che noi consideriamo acquisiti ma per altri paesi sono ancora in via di conquiste.

Invece di esportare le nostre materie, non sarebbe il caso di esportare diritti civili?

Ma che prezzo hanno queste Olimpiadi?

Fabrizio Aiello

Di Pietro: ”Se vinciamo farò abrogare le leggi ‘ad personam”’

Roma, 24 mar. (Adnkronos)

Il partito di Berlusconi non vuole che diventi ministro della Giustizia. Da parte del capo del Pdl è assolutamente comprensibile. Il mio obiettivo è infatti di cancellare subito le leggi ad personam”. Antonio Di Pietro dal suo blog rilancia la questione giustizia e spiega: Se vinciamo il mio obiettivo è ”di far funzionare la macchina della Giustizia per ripristinare in questo Paese la certezza della pena e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge”. ”Se la coalizione di cui faccio parte vincerà le elezioni dovrà affrontare immediatamente un problema: ‘Quale ministero assegnare ad Antonio Di Pietro?’. È un problema così serio da essere dibattuto continuamente, e senza che io abbia avanzato alcuna richiesta, sia dal centrodestra che dal centrosinistra”.Per l’ex magistrato ”i veti che arrivano da esponenti del centro-sinistra, un giorno sì e l’altro pure, non sono altrettanto comprensibili e neppure accettabili. Che cosa deve fare Antonio Di Pietro per avere la possibilità di diventare ministro della Giustizia? Quali qualità deve avere? Gli ultimi due ministri sono stati Castelli e Mastella. Hanno ridotto la Giustizia in macerie, nessuno dei due aveva la minima competenza in materia. Nessuno, però -conclude Di Pietro- si è opposto a priori, come sta avvenendo ora per una mia eventuale candidatura. Mani Pulite brucia ancora a gran parte della classe politica, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro”.Dal Pdl ribatte Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia. “Di Pietro Ministro della Giustizia? Non sarà possibile perché le elezioni le vincera’ il Pdl. Queste scenette sono patetiche. Ormai il Pd e i suoi alleati perdono colpi e passano le loro giornate in liti e recriminazioni. Dopo aver tentato di raccontare agli Italiani che la rimonta era cosa fatta, il caravanserraglio messo in piedi da Veltroni ha il fiato corto”.

LA POLITICA DI QUALITA’

In questo periodo elettorale assistiamo a dibattici politici che nulla hanno a che vedere con i reali problemi delle persone; problema Alitalia, problema legge elettorale, problema delle televisioni, e tutti dicono di risolvere queste tematiche. Ma per quanti anni abbiamo assistito agli stessi dibattiti,agli stessi discorsi che si protraggono da sempre. Quello che i cittadini vogliono e che la politica rimetta il cittadino al centro del dibattito. Come viviamo, le difficoltà che incontriamo, oramai i vecchi steccati ideologici sono finiti, entriamo in una nuova fase,  ed abbiamo bisogno di nuovi politici che possano affrontare adeguatamente le nuove esigenze.

Politici non legati a vecchi schemi ma che possano portare realmente nuove idee, persone che si occupano della qualità della vita dei cittadini. Vogliamo sentire parole nuove, che incidano nella nostra vita: lavoro, felicità, istituzioni realmente al servizio dei cittadini, piani energetici alternativi, sicurezza, favorire la ricerca ed imcrementare le offete formative lungo tutto il corso della vita, l’acquisizione di case per i giovani, cura per i pensionati. Ecco quando sentiremo queste parole dai nostri politici, allora posimo sperare in futuro migliore.

Ora è arrivato il momento di cambiare, basta con le vecchie facce, le stesse persone da 30 anni sempre li, basta con vecchi linguaggi di offese l’uno contro l’altro, mentre il paese è uno solo.

L’Italia dei Valori vuole essere quel partito che favorisce questo cambiamento, che introduca la qualità nella nostra vita, ed io come candidato al Consiglio Comunale di Roma e come Consigliere al XV° Municipio (Arvalia-Portuense) voglio impegnarmi in questo cambiamento. Credo che anche voi volete partecipare insieme a me a questo proceeso di rinnovamento.

Fabrizio Aiello           

Il PIL E’ DAVVERO UNA RICCHEZZA?

Leggendo il discorso di Robert Kennedy, viene da chiedersi se l’aumento del nostro PIL sia una ricchezza? Rincorrere la crescita dei punti in percentuali ci migliora la nostra vità?

I nostri politici si chiedono mai che qualità di vita abbiamo?

Oggi sono certificate le aziende ma quando anche i cittadini avranno una vita di qualità?

Speriamo in un nuovo corso politico, che metta la qualità di vita come fattore primario e non l’incremento del nostro PIL

Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

Cosa aspettiamo a cambiare società

Cosa deve aspettare questo paese? Quand’è che diventerà un paese civile? Anche questa volta vediamo una campagna elettorale dai toni denigratori e accuse verso l’altro. Io credo che tutta la vecchia classe politica è stata inefficente, totalmente disinteressata al problema della nazione ed ora vediamo i risultati; città sommerse dai rifiuti, la sicurezza dei cittadini in pericolo, non esiste un piano energetico, case a prezzi astronomici, pensionati allo stremo, giovani senza un futuro, scuole che non insegnano più niente.

Questi problemi sono evidenti a tutti i cittadini, ma votiamo sempre gli stessi personaggi che per anni ed anni occupano ruoli chiave per lo sviluppo del paese. Inutile dire i risultati che hanno ottenuto, sono sotto gli occhi di tutti. Ma mi chiedo cosa aspettiamo per mandarli a casa, li mandiamo a lavorare come facciamo noi, anche loro devono capire cosa significa guadagnare 1000 euro al mese avere una vita precaria al limite della sopravvivenza. In questi giorni vediamo le solite promesse elettorali che inevitabilmente  saranno dimenticate il giorno dopo le elezioni. Per questo mi rivolgo a voi tutti, cambiamo, diamo una svolta, un segnale preciso, mandiamoli a casa e nettiamo gente giovane, preparata, che presti attenzione alle problematiche della popolazione.

L’Italia dei Valori in questo è stato il primo partito che ha colto questa esigenza, candidando giovani come me, persone della società civile che vogliono impegnarsi per il bene di questo paese.Per questo vi chiedo il vostro appoggio, nelle prossime elezioni, come candidato del Consiglio Municipale di Roma e come Consigliere al XV° Municipio, partire dal basso, con il vostro appoggio cercherò di portare una voce ferma e determinata nella città di Roma

Fabrizio Aiello:Candidato al Consiglio Comunale di Roma e Consigliere al XV° Municipio (Arvalia-Portuense)

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